03.55 (22.55 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – USA FOR AFRICA

E’ finito. Alle 03.55 del mattino in Europa e alle 22.55 a Philadelphia il più grande evento musicale della storia insieme a Woodstock si conclude.

Lionel Ritchie sale sul palco ad abbracciare Bob Dylan, lo seguono tutti i partecipanti anche quelli che non hanno cantato ma sono stati i promotori dell’iniziativa USA FOR AFRICA:  Harry Belafonte, Dionne Warwick, Cher, tutti gli organizzatori e i presentatori:  Bill Graham,  Jack Nicholson, Chevy Chase,  Joe Piscopo, Marilyn McCoo, George Segal, Grace Slick, Bette Midler e Don Johnson. Salgono sul palco i bambini e un gran numero di persone. E’ la festa finale, coinvolgente e caotica come tutto il Live Aid americano e come quello Europeo.

03.39 (22.39 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Bob Dylan

L’ultimo artista a esibirsi al Live Aid del 13 luglio 1985 prima del gran finale è il poeta Bob Dylan. Presentato da un emozionato Jack Nicholson il cantautore americano viene raggiunto da Keith Richards e Ron Wood i due chitarristi dei Rolling Stones che accompagneranno Dylan con le sole chitarre acustiche.

La prima canzone dell’inedito trio è “Ballad of Hollis Brown”.  Il brano scritto nel 1964 narra la storia di un contadino del Sud Dakota che, disperato dalla sua condizione di povertà, uccide sua moglie, i figli, prima di togliersi la vita.

Sono le  03.39 in Europa e le 22.39 a Philadelphia

Alla fine del primo brano Bob Dylan pronuncia un breve discorso che sembra inappropriato ma che in seguito ispirò una serie di eventi di beneficenza, i Farm Aid, per ridurre i debiti dei contadini americani: «Io spero che parte di questo denaro…forse loro possono prenderne una parte, forse… uno o due milioni, forse… e usarli per pagare le ipoteche su alcune fattorie che i contadini devono pagare alle banche».

Anche il secondo brano è del 1964: “When the Ship Comes In” tratta il tema dell’uomo della lotta per i diritti civili in America, che in quegli anni viveva una fase cruciale.

L’ultima canzone del Live Aid non poteva che essere un brano senza tempo che ha fatto la storia della musica: “Blowing in the Wind” . Scritta nel 1962 quando Bob Dylan aveva solo 21 anni è da molti considerata il manifesto della generazione dei giovani statunitensi disillusi dalla politica portata avanti negli anni cinquanta e sessanta dal loro paese e sfociata dapprima nella guerra fredda e poi nella guerra del Vietnam. E’ la canzone pacifista per eccellenza.

Anche in questa ultima esibizione un problema tecnico disturbò la performance del trio. Una corda della chitarra di Bob Dylan si ruppe, Keith Richards e Ron Wood visibilmente “fuori fase” fecero fatica ad accorgersene. Alla fine, Ron Wood scambiò al volo la sua chitarra con quella di Bob per andare a recuperarne un’altra. La prestazione dei due compagni di viaggio di Bob non fu proprio delle migliori…La loro fu comunque la performance più rock di tutto il Live Aid

American singer-songwriter Bob Dylan, left, is joined onstage by Rolling Stones guitarist Keith Richards during Live Aid famine relief concert at JFK Stadium in Philadelphia on July 13,1985. (AP Photo/Amy Sancetta)

03.15 (22.15) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Mick Jagger / Mick Jagger and Tina Turner

Sono le 03.15 in Europa e le 22.15 a Philadelphia quando Bette Midler presenta una vera superstar della musica rock: Mick Jagger che da qualche anno ha intrapreso la carriera da solista dopo vent’anni con i Rolling Stones con i quali ha fatto la storia del rock.

Si inizia con “Lonely at the Top”  un brano uscito all’inizio del 1985.

Con “Just Another Night” altro singolo del 1985, Mick Jagger domina il palco con il suo indiscusso carisma nella sua prima esibizione live al di fuori dei Rolling Stones accompagnato agli strumenti dalla band di Hall & Oates rimasta sul palco dopo la loro esibizione.

E’ il momento di omaggiare i Rolling Stones e Mick Jagger sceglie una canzone relativamente recente dell’infinito repertorio della mitica band britannica:  “Miss You” del 1978 è una canzone influenzata dalla musica dance di quegli anni ma che raggiunse il primo posto nelle classifiche statunitensi

Quando Mick Jagger chiama sul palco del JFK di Philadelphia Tina Turner l’energia delle due star esplode nell’esibizione più divertente e trasgressiva del Live Aid.  

“State of Shock” è una canzone originariamente eseguita da Micheal Jackson e Mick Jagger mentre nella versione live del 13 luglio viene interpretata da Tina Turner in una versione più rock. Senza fermarsi i due artisti eseguono una canzone del 1974 dei Rolling Stones, “It’s Only Rock ‘n Roll (But I Like It)” perfetta per scatenare l’affinità dei due artisti: Mick si toglie la maglietta e rimane a torso nudo, Tina Turner esce dalla scena così come Mick che si cambia completamente ed al loro rientro, Mick toglie la gonna di Tina che non sembra per nulla dispiaciuta. Improvvisazione o preparazione scenica? Non importa, il risultato è un’esibizione rock storica!

02.50 (21.50 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Hall & Oates

Presentati da Dionne Warwick salgono sul palco Daryl Hall e John Oates. Il duo pop rock statunitense originario proprio di Philadelphia alle 02.50 (21.50 USA) regala al pubblico del Live Aid “Out of Touch” il loro successo del 1984 con il quale sono arrivati al primo posto nelle classifiche americane

Hall & Oates accompagnati da GE Smith (chitarra) Charlie DeChant (Saxophone; Percussion; Tastiere) Mickey Curry (batteria) Tom “T-Bone” Wolk (basso) eseguono “Maneater” un singolo di successo del 1982.

Gran finale di Hall & Oates che invitano sul palco Eddie Kendricks dei Temptetion per eseguire “Get Ready” un grande successo del 1966 del gruppo vocale americano rappresentato da Kendricks poi raggiunto da un altro componente dei Temptation, David Ruffin per cantare in un inedito quartetto con tanto di divertente scenografia, “Ain’t Too Proud to Beg” altro grande successo dell’annata d’oro dei Temptetion, il 1966 e “The Way You Do the Things You Do” il primo successo dei Temptetion del 1964. Ma è quando David Ruffin intona un brano del 1965, “My Girl” accompagnata da un trio vocale d’eccezione, Hall, Oates e  Kendricks che il pubblico del JFK di Philadelphia viene completamente conquistato.

02.20 (21.20 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Patti Labelle

Alle 02.20 (21.20 USA) è il momento di una vera leggenda della musica R&B e soul: Patti Labelle con i suoi vestiti appariscenti ed una voce ineguagliabile strega il JFK di Philadelphia.

“New Attitude” è la canzone che ha contribuito nel 1984 a rilanciare la carriera da solista di LaBelle come cantante di musica pop.

La seconda canzone di Patti Labelle è un omaggio a John Lennon in uno dei momenti più toccanti del Live Aid. “Immagine” viene eseguita in maniera superba dalla cantante di Philadelphia Patricia Louise Holt in arte Patti Labelle

Patti Labelle regala un altro omaggio ad un altro grande della musica americana: “Forever Young” di Bob Dylan scritta nel 1974 viene eseguita in maniera magistrale dalla cantante americana che conquista con la sua voce e la sua presenza scenica il JFK con un finale da brividi senza microfono.

Il gran finale di Patti Labelle è un medley di tre canzoni:  Steer it up, colonna sonora del film Beverly Hills Cop del 1984, l’immortale Over the Rainbow cantata per la prima volta da Judy Garland per il film Il mago di Oz del 1939 e Why Can’t I Get it Over.

01.46 (20.46 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Duran Duran

Alle 01.46 (20.46 USA) si ritorna nel 1985! A Philadelphia è il turno dei Duran  Duran che in quel momento erano all’apice del successo. Nel febbraio 1985 apparvero sulla copertina della rivista Rolling Stone che li definì la band più famosa del mondo e vinsero due Grammy Award nelle nuove categorie dedicate ai video musicali ma incredibilmente quello del 13 luglio 1985 fu l’ultima esibizione live della band inglese che si riunì solo nel 2003

“A View to a Kill” è il successo più recente dei Duran Duran. Colonna sonora del film 007 – Bersaglio mobile raggiunse la vetta delle classifiche statunitensi proprio in coincidenza con il Live Aid.

“Union of the Snake”  è un altro dei grandi successi dei Duran Duran. Uscito nel 1983 raggiunse le vette delle classifiche di tutta Europa ed il terzo posto negli Stati Uniti.

Al Live Aid di Philadelphia è il secondo brano proposto dalla band inglese.

Con “Save a Prayer”  Simon Le Bon, John Taylor, Andy Taylor e Roger Taylor supportati da Frank Elmo (sassofono) Nick Rhodes (Tastiere) Garry Wallis (Percussioni) Curtis King e Phil Balou (accompagnamento vocale) conquistano definitivamente il JFK di Philadelphia anche se la prestazione canora non è proprio il massimo.

I Duran Duran vogliono chiudere la loro esibizione facendo ballare il pubblico di Philadelphia. The Reflex il brano del 1984 riflette in pieno la musica degli anni 80

01.39 (20.39 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Crosby, Stills, Nash and Young

Dopo i Led Zeppelin un altro momento emozionante al Live Aid di Philadelphia: Crosby, Stills e Nash tornano sul palco e questa volta con loro c’è Neil Young per riproporre la stessa formazione di Woodstock

Con “Only Love Can Break Your Heart”  i CSN&Y le lancette del tempo tornano al 1969

Alle 01.43 (20.43 USA) David Crosby, Stephen Stills, Graham Nash e Neil Young chiudono la loro presenza la Live Aid con “Daylight Again/Find the Cost of Freedom” che è stato l’ultimo grande successo del quartetto americano del 1982

01.10 (20.10 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Led Zeppelin

Il 13 luglio del 1985, cinque anni dopo la morte dello storico batterista deli Led Zeppelin John Bonham e quando ormai le carriere soliste di Page e Plant sembravano aver preso definitivamente il volo, Page, Plant e Jones si riunirono per la prima volta sul palco del Live Aid di Philadelphia

la notizia della reunion dei Led Zeppelin fu quella in grado di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica di ogni angolo del mondo. Dopo una serie infinita di telefonate, Bob Geldolf era riuscito nel miracolo di rimettere insieme quella che chiunque sulla faccia della terra riteneva essere stata la più grande band della storia del rock, quella senza la quale molti dei gruppi partecipanti all’evento nemmeno sarebbero mai esistiti.

Purtroppo, quello che avrebbe dovuto essere l’evento assoluto del Live Aid si trasformò nella più grande disfatta della carriera dei tre musicisti. Sostituire Bonham fu il primo dei problemi, tamponato con la presenza di ben due batteristi: l’ottimo Tony Thompson degli Chic e dei Power Station e l’ex Genesis Phil Collins.

La band aveva provato pochissimo e, dopo un’assenza così prolungata dai palchi, era inevitabile che i meccanismi non fossero oliati a sufficienza. Inoltre, Plant veniva da tre concerti consecutivi con la propria band, cosa che non aiutò per niente la sua voce. Il resto lo fecero gli strumenti scordati, un’amplificazione da festa della scuola e un Jimmy Page che sembrava totalmente su un altro pianeta, probabilmente ancora preda dei propri fantasmi e delle proprie dipendenze, oltre che dell’emozione per una cosa che aveva certamente sognato per anni.

Alle 01.10 (20.10 USA) il brano Rock n’roll del 1972 è la prima scelta della rock band britannica

Any request? Any request? Per due volte Robert Plant chiede al pubblico di Philadelphia quale fosse la loro richiesta… la risposta è scontata: “Whole Lotta Love” straordinario pezzo dal sound inconfondibile e un riff incredibile che qualcuno definisce il migliore della storia del rock. Il brano scritto nel 1969 è la seconda canzone dei Led Zeppelin al Live Aid.

Anche questa esibizione fu così imbarazzante che, vent’anni dopo, al momento della pubblicazione dell’intera kermesse in dvd, la band chiese a Geldof di essere esclusa nella tracklist definitiva

I Led Zeppelin esibiscono il meglio del loro repertorio e concludono la loro performance al Live Aid con “Stairway to Heaven” una delle canzoni più belle e famose nella storia del rock e l’assolo di chitarra contenuto nel brano è considerato dalla rivista Guitar World il migliore mai eseguito.

Jimmy Page suona la sua Gibson EDS-1275 “doppia” e anche se la sua esibizione non è all’altezza della sua fama, rimane sempre il terzo miglior chitarrista di tutti i tempi dietro solamente a Eric Clapton e a Jimi Hendrix, secondo la rivista Rolling Stone.

A salvare tutto, arrivò l’entusiasmo del pubblico: bastò rivedere ancora insieme Robert Plant , Jimmy Page e John Paul Jones per mettere i brividi a tutti i presenti. Il pubblico del JFK di Philadelphia tributò alla band un’ovazione infinita al termine della loro esibizione.

Robert Plant, center, John Paul Jones, right, being hugged by Tony Thompson, back to camera, man on left is Paul Martinez during Live Aid concert on July 13, 1985. Location unknown. (AP Photo/Amy Sancetta)

01.00 (20.00 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Phil Collins

Dieci ore dopo essersi esibito al Wembley Stadium Phil Collins si esibisce al JFK di Philadelphia. Unico artista a cantare al Live Aid su entrambi i palchi.

Sceglie di cantare gli stessi brani eseguiti a Wembley: “Against All Odds (Take a Look at Me Now)” alle 01.00 (20.00 USA) è la prima canzone eseguita al JFK di Philadelphia

Senza alcun accompagnamento, con il solo pianoforte, Phil Collins esegue la sua seconda e ultima canzone, anche in questo caso la stessa di Wembley:  “In the Air Tonight”

00.38 (19.38 USA) JFK STADIUM PHILADELPHIA – Eric Clapton

E’ ormai notte fonda in Europa mentre scendono le prime ombre della sera su Philadelphia e sul palco del JFK sale uno dei più grandi chitarristi rock e blues di sempre, the “slowhand” Eric Clapton.

L’esibizione al Live Aid segna la sua rinascita dopo gli anni bui della dipendenza da alcool e fu tra le migliori di tutto il Live Aid.

Con “White Room” brano dei Cream del 1968 Eric Clapton con la sua Fender Stratocaster dimostra a tutti chi è il numero uno.

Insieme a Eric Clapton come secondo batterista c’è Phil Collins appena arrivato da Londra con il famoso volo con il Concorde

“She’s Waiting” brano inciso nel 1985 è la seconda proposta di Eric Clapton al JFK di Philadelphia

Eric Clapton conclude la sua esibizione al Live Aid con una canzone d’amore del 1970, “Layla” che ebbe poco successo alla sua pubblicazione ma che in seguito, come il buon vino, ottenne riscontri positivi di pubblico e critica. Fu utilizzata anche come canzone in spot televisivi e film (tra i quali Quei bravi ragazzi, di Martin Scorsese)

Accompagnano Eric Clapton Tim Renwick (chitarra) Donald “Duck” Dunn (Basso) Chris Stainton (Tastiere) Shaun Murphy (accompagnamento vocale) Marcy Levy (accompagnamento vocale) e Jamie Oldaker (batteria) oltre a Phil Collins come secondo batterista.

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